giovedì 11 luglio 2013

.. riflessioni.

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A tutti capita di vivere momenti in cui le relazioni si sovrappongono a quella che per molti (e per la nostra società, per la “Chiesa”, per la famiglia....) è la vita.
Per vita intendo il "modello" che ci viene proposto: ... asilo, riuscire a scuola... anni... tutta la trafila,  e durante magari fare sport giocando (più o meno) in qualche squadra, lavorare o andare all’Università (o tutt’e due… insieme) e poi… entrare nel mondo dei “grandi”.
E qui, un lavoro, meglio se fisso.
Una compagna/o. Molto spesso, ahimè, perchè è giusto e non perchè "è Lei/è Lui". "Ma va bene. Ormai ho una certa età."
Amici, boh, si… con calma. (Forse qualcuno lo abbiamo perso o lo perdiamo per strada, per la nostra miopia?)
Una casa. Grande abbastanza.
Figlio/i, cane, gatto… giardino.
I più fanno lavori finalizzati alle necessità (spese, sopravvivenza).
Quelli fortunati, fanno il lavoro in cui credono, o magari quello per cui hanno studiato. (In Italia, gran pochi). (... oops... piccolo schizzo di veleno, scusate.)
E poi... pensione.(... o tirare a campare).
Tv, (.. michia c'è SKY...), a volte qualche hobby, se la vita non ti ha tolto la possibilità di averli, oppure rimanere alla finestra di una vita fatta di giorni uguali, dove la visita di un figlio è l'evento della settimana. Attesa.

E’ ci sono dei momenti nella vita nei quali, immerso nella frenetica corsa che ti porta verso la vecchiaia, ti trovi a scegliere vie alternative. 
A volte magari scegli che la "carriera" il “consolidamento” della posizione sia l’unico obiettivo che devi e vuoi avere... "Perchè con la sicurezza economica ho tutto" "magari essere benestanti non porta la felicità, ma aiuta"....
E quindi spendi tempo, energie emotive e fisiche in maniera smisurata. 
Lasciandone poche, quasi niente per quella parte dentro di te che si chiama emotività. 
Scegli in maniera assoluta. Perchè "è il momento". E poi, a volte, inebriato dal turbinio di novità, di segnali che l’esterno ti manda, maturi una “sete”, un bisogno di stimoli esterni, mai soddisfatto. 
E così vivi di esterno, di input che l’ambiente, gli amici di lavoro, i colleghi, i media… ti danno, e che divori, mai sazio. (Ovvio che un lavoro serve per vivere, ma non sto parlando di questo caso).
La questione non credo sia: “è giusto o sbagliato?”. 
Penso che la questione sia: cosa comporta? Chi sarò domani?

Ma è tutto qui?
Davvero e’ tutto qui? Cioè l’obiettivo di una vita può essere scritto fra le righe qui sopra?
Forse si. E forse no. Per qualcuno è giusto. Per qualcuno no.
Io ho imparato (perché l’ho vissuto) che chi pensa solo al lavoro, molte volte nasconde una parte di se.
Quella profonda, dove è fragile. E dove ogni ferita provoca un dolore e lascia una cicatrice.
E ogni volta che potresti “rischiare”, non lo fai. Perché devi lavorare.
E ti costruisci una realtà. Ma molto spesso è una realtà, a volte fasulla, che cambia da chi la racconta.  E anche da chi “se” la racconta.
Hai paura. Questo è il blocco che chiude le porte. Magari qualcuna di queste paure te l'ha regalata la famiglia.
Paura di soffrire. Paura di lasciare o di perdere. Paura di perdere la libertà. Paura di non essere “adeguato”. Paura di "non essere" e perché no, anche di non essere "riconosciuto" in questa società che fa dell’immagine e della notorietà, un “valore”…fasullo come una reggia di cartapesta. 
Io ho vissuto questa esperienza. Quella del lavoro. Non ho guardato in faccia a ciò che perdevo (in realtà l’ho capito molto dopo) e dove non crescevo. Si. Una parte di me voleva diventare importante. E magari un po lo ero. Presidente di qua, delegato di la. Chi non lo ha mai pensato? Non è sbagliato, se non è assoluto.
E la vita (a volte succede) e mi ha riportato all’inizio.
Mi ha preso e infilato li. Dove le mie paure erano più grandi. Dove per me era terreno inesplorato. Senza scarpe ne armatura. Certo, si può chiedere aiuto. Se si è capaci di farlo. E puoi sempre scegliere la via da prendere. Cambiare o no. 
"A volte succedono cose che sono come domande. Passano minuti o anni e poi la vita risponde. (cit. Baricco)

Se le paure guidano le tue azioni, probabilmente stai perdendo qualcosa.
Di sicuro quando sei dentro a questo turbine non capisci che quella parte che non fai vivere e che proteggi dai "rischi" è quella dove sperimenti e vivi i tuoi sentimenti e le tue emozioni, le tue relazioni, la concretezza e le conseguenze delle tue paure... ed è quella che più di ogni altra può fare di te una persona unica e forse con qualcosa da dire. Anche nella vita quotidiana.
Ma funziona solo se ci “giochi”. Non se “guardi” altri giocare. 
Puoi avere bisogno e chiedere “amore” o “amicizia”, ma li avrai, forse, solo se li sai dare. E saperli dare, succede solo se ci provi.

E’ una parte che è come un albero cresce: esposta alle intemperie, ai fulmini, alle siccità, alle alluvioni, al gelo. 
E ogni taglio, come ogni lampo di felicità, costruiscono la persona che sei. 
E più ti metti in gioco, più ti scopri e più rischi, più cresci.  Comunque. 
E più ti proteggi, ti chiudi o stai nascosto, più stai fermo senza cambiare, senza alcuna evoluzione. 
Non c’è giusto o sbagliato. 
E non c’è regola. 
C’è quello che scegli e quindi quello che diventerai. 

“Be', non è questo il fatto. Non è solo questione di riuscire, o non riuscire. Perché c'è di più. Accettare un rischio è come saltare da un dirupo, fare un balzo verso l'ignoto, senza avere la minima garanzia. Alla fine tocca a te scegliere. Tu devi decidere come vuoi diventare, capisci? Tu vuoi trascorrere il resto della vita intrappolata nelle tue paure? Va bene. Oppure puoi affrontarle: lanciarti nel vuoto e guardare che succede.” (cit.)

“Si dice che “senza il rischio non ci sia una ricompensa”. Forse c'è qualcosa in più di questo. Senza il rischio, non c'è alcuna esplorazione, alcuna scoperta, alcun piacere, alcuna felicità. Quindi non sprecate altro tempo. Correte un rischio e scoprite che comporta.” (cit.)

"La felicità è il significato e lo scopo della vita... L'obiettivo ed il fine ultimo dell'esistenza umana.". (Aristotele).

venerdì 5 luglio 2013

Amici

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L'amicizia nasce dalle occasioni della vita, spesso dal destino, ma per diventare sentimento irrinunciabile necessita poi di grandi emozioni condivise, non di mediocrità affettiva. (Paolo Crepet)

Il buio.
Il freddo dentro. 
Una paura sottile che di fronte alla tua volontà di resistere non ti attacca. 
Ma, piano colora tutto di tinte grigie, togliendo piano il colore ai sogni, sfumando le aspettative che come miraggi scompaiono mentre arranchi credendo di avvicinarti. 
E ti lascia bisogni, preoccupazioni.
Quante persone in questo mondo materiale, oggi, hanno provato queste sensazioni. 
A cui poi alcuni hanno collegato colpe assurde, come il non essere capace perché magari non si trova un lavoro. O perché quello che si aveva è scomparso senza un vero motivo.
E qualcuno non ce l’ha fatta, spezzato da una responsabilità che questa società ci scarica addosso. Solo.
Già.
Perché come nella natura “quando un leone è ferito, prende calci anche dal mulo”. 
E di iene travestite da uomini questo pianeta è pieno.
Solo. 
Perché per gli amici fragili, quelli che ti stanno vicino per raccogliere e per prendere, quando di colpo non dai, diventi inutile e pericoloso.
E quanti vedendo un amico che “annega”, non si buttano.
E allora attraversi momenti, che possono durare anni, in cui il rumore del tuo respiro è l’unica cosa che senti. Il malessere dell’anima si espande sulla pelle e sul corpo.
E tu, se non ce la fai, cedi.  E cadi sempre più giù, come fluttuando, in un pozzo che non trova mai il fondo.
E non ce la fai a dire questa cosa. Terribile. Perché la vivi come una colpa. Sai che non lo è.
Ma saperlo non ti aiuta.
Ma se sai resistere, se non smetti di essere, perché si è indipendentemente da quello che si ha, se continui a combattere, a credere, a sudare, a sperare.
Sperare che se non è oggi, sarà domani. E se non è domani, sarà dopodomani.
Ma sapere che vivo oggi. Ora. Meglio che posso.
Domani è domani. Ieri non esiste. Oggi è respirare, parlare, fare.
Non è mai sempre notte. L’alba arriva.
Se resti vivo e se riesci a dare te stesso a chi ti chiede, forse, nella strada, trovi delle persone.
Amici. Fratelli. Persone scomode, ma che non ti abbandonano. 
Che non hanno paura di dire chi sei e cosa sbagli. 
Ma che senza alcuna condizione, anche solo con un sorriso, ti stanno vicino con la loro presenza.
Non risolvono i problemi per te.
Ma ti donano, senza condizioni, del loro. Privandosene.
Perché, semplicemente, ne hai bisogno.
Se resti vivo, queste persone, restano.
E non importa che siano estranei o parenti.
Sono persone che anche senza chiedere ti donano, un gradino, un appiglio, una speranza in più. Senza gelosie. Senza gare.
Sono un uomo ricco.
Ricco di amici veri.
Di quelli che ti chiamano quando non te lo aspetti.
Di quelli che non contabilizzano se dare o avere. Ma se hai bisogno, danno senza ma o se.
Di quelli per cui vale la pena esserci. Sempre.
Grazie amici. 
Sappiate che non smetterò di lottare. 
Ps.: Grazie Chiara. Sorella e amica. 

giovedì 4 luglio 2013

Talenti e futuro.

Salve.
Torno a scrivere.
Torno dopo un periodo un po' buio. Nella speranza che la mia ricerca di una luce abbia successo.

Ma comincio piano.
Comincio con le parole di una persona appena conosciuta dalla quale spero di farmi contaminare e con cui spero di fare 1000 cose.
Comincio con queste sue parole. Perchè hanno questa capacità: quella di farmi ricominciare.
Le riporto anche perchè le condivido. Completamente. E non solo. Voglio perseguirle.
Fare che possano portare ad una realtà diversa.
Dove i sogni abbiano valore ed importanza.

"Giardino d’Europa e antica patria di illustri geni delle arti, l’Italia si è rivelata, terra ostile ai creativi e sede di fuorvianti luoghi comuni. L’ Italia è un paese nel quale ti insegnano ad avere paura di sbagliare, per non osare. Ti convincono che il potere di una persona non risieda nel merito, ma nel “saperci fare”. Ti fanno credere che l’immaginazione sia una caratteristica consona ai bambini e che sognare è una perdita di tempo. Ti fanno studiare i grandi creativi del passato, ma non credono in quelli del futuro. Ti narrano la ” bella vita ” di alcune categorie, ma non ti mettono nelle condizioni di poterne entrare a far parte. L’Italia ha il dovere di prendere in considerazione l’esistenza di persone che “..si devono muovere per pensare” ( Ken Robinson). L’Italia deve cambiare la propria opinione sul ruolo e sul valore da attribuire alla capacità umana. L’Italia è obbligata a promuovere l’immaginazione umana. ”Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. (…) La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura (…).” Albert Einstein.
L’Italia ha la responsabilità di prendersi cura dei propri talenti."
Laddani.
(Daniela Martin)

A presto.

lunedì 31 dicembre 2012

Felicità.


Vi auguro un buon 2013 con una riflessione non mia ma che riflette molto bene la mia anima ribelle contro lo stato attuale delle cose e di (gran) parte della cultura e della politica. Un po' stonato in un mondo che riconosco di rado.

Perché a volte penso che siamo troppo assuefatti da discorsi senza senso e profondità, che rischiamo di perdere il perdere il senso stesso della propria esistenza e della propria unica essenza.

Il discorso che vorrei ascoltare da ogni politico.

A farlo è il Presidente dell’Uruguay Josè “Pepe” Mujica.
Tocca i cuori con la sua semplice, inoppugnabile, coraggiosa verità.
E’ l’uomo che governa il mercato o il mercato che governa l’uomo?
Un discorso che, spero, passerà alla storia.
 
(Pepe Mujica, noto come “il presidente più povero del mondo”, ha attualmente 77 anni, vive nella sua casa modesta, devolve il 90% del suo stipendio in beneficenza. E’ stato in carcere 14 anni come oppositore del regime.)


Josè Pepe Mujica – Presidente dell’Uruguay al G20 – Brasile – pubblicato il 7 Dicembre 2012


“Autorità presenti di tutte le latitudini e organismi molte grazie, e  i nostri migliori ringraziamenti al popolo del Brasile e alla sua Signora Presidente.
E molte grazie alla buona fede che sicuramente hanno manifestato tutti gli oratori che mi hanno preceduto e esprimiamo la intima volontà, come governanti, di accompagnare tutti gli accordi che questa nostra povera umanità possa sottoscrivere.
Senza dubbio ci permettono di farci alcune domande a voce alta:
per tutta la sera si è parlato di “sviluppo sostenibile” e di tirare fuori immense masse dalla povertà. Che ci passa per la testa?
Il modello di sviluppo e di consumo attualmente è quello delle società ricche.
Mi domando: cosa succederebbe a questo pianeta se gli Hindu avessero la stessa proporzione di auto per famiglia che hanno i tedeschi? Quanto ossigeno ci resterebbe per respirare?
Più chiaramente: il mondo oggi ha gli elementi materiali per rendere possibile che sette, otto miliardi di persone possano avere lo stesso grado di consumo e di spreco che hanno le più opulente società occidentali? Sarà possibile? O dovremo fare un giorno un altro tipo di discussione?
Perché abbiamo creato una civilizzazione, quella in cui siamo, figlia del mercato, figlia della concorrenza e che ha prodotto un progresso materiale portentoso ed esplosivo.
Però quello che era economia di mercato ha creato “società” (intesa come società civile, ndr) di mercato!
E ci ha prodotto questa globalizzazione, che significa guardare a tutto il pianeta!!
Stiamo governando la globalizzazione o è la globalizzazione che governa noi?
E’ possibile parlare di solidarietà e “che siamo tutti uniti”,  in un’economia basata sulla concorrenza spietata?
Fin dove arriva la nostra fratellanza?
Nulla di questo lo dico per negare l’importanza di questo evento. NO! È per il contrario!!
La sfida che abbiamo davanti è di una portata di carattere colossale!!!
E la grande crisi… non è ecologica. E’ POLITICA!!!!
E l’uomo non governa oggi la forza che ha scatenato!! Fino a che le forze che ha scatenato governano l’uomo… e la vita!!
Perché non veniamo sul pianeta per svilupparci in termini generali, veniamo alla vita cercando di essere felici. Perché la vita è corta e ci va via.
E nessun bene vale come la vita, e questo è elementare!!!
Però se la vita mi sfugge lavorando e lavorando per consumare un “plus” è la società del consumo il motore.
Perché, in definitiva, se si paralizza il consumo, o se si ferma, si ferma l’economia. E se si ferma l’economia, è il fantasma della stagnazione per ognuno di noi. Però questo iper - consumo, a sua volta. È quello che sta assalendo il pianeta!!! E deve generare, questo iper – consumo, cose che durano poco, perché si deve vendere tanto.
Una lampadina elettrica non può durare più di mille ore accesa. Ma ci sono lampadine che possono durare 100.000 … 200.000 ore!
Però queste non si possono fare.
Perché il problema è il mercato, perché dobbiamo lavorare, e dobbiamo avere una civilizzazione di uso e smaltimento. E siamo in un circolo vizioso!
Questi sono problemi di carattere politico!
Che ci stanno dicendo la necessità di iniziare a lottare per un’altra cultura!!!!
Non si tratta di regredire l’uomo alle caverne, nedi avere un “monumento dell’arretratezza”. È che non possiamo indefinitamente continuare ad essere governati dal mercato, ma che dobbiamo governare il mercato!!!
Per questo dico che il problema è di carattere politico… nel mio umile modo di pensare.
Perché… i pensatori antichi definivano…  Epicuro… Seneca… gli Aymara(indios,ndr)… : “Povero non è chi possiede poco, ma veramente povero è chi necessita infinitamente tanto”… e desidera, e desidera… e desidera sempre più.
Questa è una chiave di carattere culturale!
Quindi… saluto lo sforzo e gli accordi che si fanno.
E lo accompagno, come governante. Perché so che alcune cose che sto dicendo “stridono”… però dobbiamo renderci conto che la crisi dell’acqua, che la crisi dell’aggressione ambientale, non è una causa.
La causa è il modello di civilizzazione che abbiamo costruito!
E ciò che dobbiamo rivedere è il nostro modo di vivere!
Perché?
Appartengo ad un piccolo paese, molto ben dotato di risorse naturali per vivere. Nel mio paese ci sono 3 milioni di abitanti…. Poco più, 3 milioni e 200… Però ci sono 13 milioni di vacche delle migliori al mondo! E 8 – 10 milioni di ovini stupendi. Il mio paese esportatore di cibo, di latticini, di carne… E’ una pianura, quasi il 90% del suo territorio è utilizzabile.
I miei compagni lavoratori lottarono molto per le 8 ore di lavoro, e ora stanno ottenendo le 6 ore. Però chi ottiene 6 ore ottiene due lavori e così lavora più di prima.
Perché? Perché deve pagare un mucchio di rate: il motorino che ha comprato…  l’automobilina che ha comprato… E paga rate! E paga rate! E quando arrivi ad estinguere… E’ un vecchio reumatico come me e la vita gli va via!
E uno si fa questa domanda: è questo il destino della vita umana?
Queste cose sono molto elementari: lo sviluppo non può essere contro la felicità!
Deve essere a favore della felicità umana! Dell’amore! Della Terra! Delle relazioni umane!
Di prendersi cura dei figli! Di avere amici! Di avere l’elementare. Precisamente!
Perché questo è il tesoro più importante che si ha.
Quando lottiamo per l’ambiente, il primo elemento dell’ambiente si chiama:la felicità umana!
Grazie.”

Lotterò per tornare a fare ciò che sento e credo più di ogni altra cosa dentro di me.
E so che questo mi restituirà la mia identità, togliendomi la maschera.
Auguri sinceri prima ai miei amici.
E poi a tutti.











martedì 13 novembre 2012

Rispondo a Mauro. L'esploit dei Fantastic Five.

Ciao Mauro. Come promesso eccomi.

Prima di tutto un paio di premesse.
Prima. Domanda: Perché una TV commerciale? SKY24? In chiaro su Cielo? Non la trovo una scelta proprio “popolare”, non tutti hanno sky e soprattutto credo che una certa fetta della popolazione italiana sappia “poco” della tv di nome “Cielo”. Un ragionamento veloce, essendo TV commerciale, mi viene da pensare: avrà “contribuito” alla campagna elettorale??
Seconda. Come dice Balasso nel suo post mattutino su FB, chiunque (anche tu ed io) avendo letto i giornali degli ultimi giorni avremmo potuto rispondere a tono. Nulla di nuovo. E magari noi lo avremmo fatto anche con qualche “nota” di colore in più.

Tu vo’ fa’ l’ammericano, sent’ammé chitoffafà! Tu sei nato in Italì!!!! (Carosone)

Lo stile è quello dei confronti all’americana. Mi chiedo: ma porcaputt… perché dobbiamo sempre copiare???
Tempi stabiliti, moderatore (mediocre) che blocca le emorragie verbali per tempo, domande dirette.
I protagonisti sono quello che ha prodotto il nostro sistema negli ultimi anni.
C’è di peggio, vero. Ma il guaio è che, forse, non c’è di meglio.

Rispondo alle domande:

1) Quanto soporifera è stata la serata?
Serata che è andata scemando. Grande attesa, vanificata dai toni, ora di uno ora di un altro, un po’ della solita politica. Qualche battuta del Renzi (scugnizzo) che molla elegantemente qualche sciabolata. Qualche applauso di chi parteggia per l’uno o per l’altro (abbastanza “Berlustyle”, come scena).
Alla fine lo abbiamo guardato. Non senza sforzo, per tenere a freno il dito addetto allo zapping.

2) Qualcuno ha detto qualcosa di sinistra? Concetto, ovviamente, contestualizzato nel 2012.
Mah. Io ho sentito le solite cose. Forse ero distratto? Tabacci, Cattocomunista che frena sulle adozioni da parte di coppie Gay. Vendola: Diritti a tutti le coppie e sdoganiamo l’amore e sentimenti a prescindere dal sesso. Battuta mia: mi sembra che siano anni che sentiamo queste cose, ma in un paese omofobo, bigotto e clericale come il nostro, la vedo dura con i soliti proclami e non ho sentito “proposte” o “soluzioni” nuove. Bersani, fa battuta sulla rigidità del paese di fronte a queste tematiche. Renzi, dice quello che ha fatto a Firenze. La Puppato: un caso a parte. Vero che una donna in un mondo di uomini deve fare il triplo per essere cosiderata alla pari. Comunque si vede che è “in mezzo”. Tutti si elogiano nell’averla esortata a partecipare, e tutti sono pronti a ignorarla (commentatore compreso, che la salta in un turno e poi si corregge). E lei non aiuta. "Canna" negli interventi (attribuisce l’epiteto dei “Bamboccioni” a Brunetta, mentre era di Padoa-Schioppa. E Renzi la corregge, all’inizio di un suo intervento). Lei incassa e si innervosisce. Poi alla domanda (provocatoria) di una 35 lavoratrice cade, stizzita, dandole del tu molto “maternalistico” (… tono tipo “ma che ne sai tu… che parli a fare…). Legge gli interventi e sfora. E si auto incensa (un po’ come fanno tutti, ma un pelino più pedante). E poi, chicca, quasi alla fine, ignora gli stop del moderatore e dice di voler fare Lei, contro le regole accettate, una domanda a Renzi… dopo un breve scambio, è riportata al silenzio. Insomma, magari non dice cazzate, ma non le dice "male". Non mi ha fatto una impressione positiva.
Sono un po' deluso. Mi aspettavo di meglio.

3) Qualcuno ha dichiaratamente condannato il finanziamento pubblico ai partiti?
Qua se ne sono viste un paio. Da chi diceva l’aria è cambiata, la gente ha detto no e bisogna finirla di prenderla per il culo e bisogna cambiare sistema (Renzi). A chi, garantista (Bersani “mantenerlo, riformato e controllato” e Tabacci, dice “ridotto a un quinto”), sosteneva i pericoli di un finanziamento privato e quindi di una politica solo per ricchi.
Ne esce (di nuovo) Renzi, che dice: non mi pare che negli ultimi 20 anni, con questo sistema, i “ricchi” non abbiano fatto politica. E poi parla del referendum dove la gente ha detto Niet al Finanziamento pubblico e noi (politici) non ce ne interessiamo. La Puppato parla di bilanci dei partiti certificati, traparenti. Vendola, in uno dei suoi esploit verboretorici “spara” 1672 parole in 90 secondi tutte elegantemente collegate fra loro, con una forte nota emotiva e non dice un cazzo di diverso.

4) Qualcuno ha dichiaratamente detto che legge elettorale vorrebbbe?
Si. Ma, appunto, se ti leggi i giornali degli ultimi giorni, sai cos’hanno detto. Una piccola nota acida del Bersa su: “attenti a chi cavalca il malcontento ed il populismo (ndr.: Grillo)”. Che mi ha fatto ricadere per un attimo nel “non parliamo di quello che vogliamo fare(cambiare, costruire) ma di chi NON vogliamo" (anti berlusconiano allora antigrillo oggi). Triste. Nessun accenno allo sbarramento e alla quota per il premio di maggioranza (fatto per fermare Grillo).

5) Chi ha fatto più populismo sui termini "progressisti" e "moderati"?
Indubbiamente, la vecchia scuola. Il duo TabaBersa di questo fa sistema. Vendola .. uffa. E guardate che non dice stronzate. Nessuno, dei “Fantastic Five”. Ma, il politichese, è pericoloso in questo contesto storico sociale. E Vendola, per me, così si suicida.

6) Chi è stato al passo con i tempi?
Renzi, primo. Staccati gli altri per me. Seconda, come contenuti la Puppato. (Ma staccata come comunicazione, controllo e spessore). Il resto dietro che sgomita.

7) Chi si è autoaccostato ad Obama?
Nessuno, per fortuna. Nessuna domanda l’ha tirato dentro e nessuno l’ha “usato” nelle risposte. Obama missing.

8) Chi ha leccato di più il culo alla Chiesa?
Nella domanda "a chi fai riferimento, chi ti ispira", Bersani, fa riferimento a Papa Giovanni (credo, se ho capito bene), Vendola al Cardinal Martini. Tabacci ai fondatori della DC, la Puppato alla Nilde Iotti. Renzi (fuori dal coro e dall'ovvio), a una ragazza 22 anni che da sola in un paese del sud del mondo ha combattuto contro il regime, solo con web e email e con le sue speranze.

9) In quali termini si è parlato di diritti delle persone?
alla domanda sui DIRITTI e tutti si sono fermati alle coppie di fatto e agli omosessuali. Tristezza. Perché non parliamo di tutti i diritti universali dell’essere umano (uomo, donna, bambino)?
Nota. Tutti continuano con la tiritera del “lavoro dei giovani”, dei nuovi lavori (io ne sono una vittima) verdi e energia, e di una “nuova imprenditoria” (fasulla perché basata su regole vecchie, su nessuna reale apertura al nuovo e a temi futuri e con tasse insostenibili). Solo il solito Renzi (a me non piace, ma è l’unico che l’ha detto) ha parlato dei 45/50 enni, “sputati” fuori del mondo del lavoro, che hanno skill e conoscenze, e che nessuno se li fila più.

10) Chi ha avuto il coraggio di dire che il Governo Monti è l'unico governo che potevamo permetterci?
Nessuno. Tutti a dire che bisogna cambiare. Tabacci propone Monti come futuro Presidente della Repubblica… così farebbe “garanzia” da li. Mah…..

Un po’ triste direi. Nessun segno di cambiamento vero. Nessuna proposta shock. Il massimo è Renzi che vuole governare solo con 10 ministri e che parla di rivoluzione tecnologica e non mi ha  fatto fare un salto sulla sedia. O la Puppato di portare a 3 per mille il finanziamento alla ricerca e all’innovazione (dal 1,5 di oggi).
Nessuno che dice di volersi riappropriare del debito pubblico Italiano, aggiungendo anche proposte per dimezzarlo.
Nessuno di portare al 10/15 per mille il finanziamento per Scuola, Ricerca, Innovazione, Sport (in termini educativi e sociali) e Cultura, magari sui Diritti universali dell'uomo e sull'ambiente. Così da lanciare una rivoluzione culturale e fare davvero NUOVE professioni.
Nessuno che parla di beni comuni, nuove gestioni. Di libertà di stampa.
Nessuno di una green economy, di un programma serio, che vada oltre la parola “ambiente” inserita a casaccio qua e la nei discorsi, perché fa bello e moderno.
Nessuno che propone un cambiamento delle regole economiche su scala mondiale e una tassazione dei flussi di capitali. Qualche accenno sui capitali in fuga. E sui capitali “nostri” in Svizzera.
Tutti che criticano la scelta del governo Monti sulle provincie e nessuno che si autocritica sulla non attuazione (o attuazione parziale o farlocca) delle leggi che servirebbero (costi dei parlamentari, ineleggibilità, legge elettorale….) … un flebile accenno agli stipendi (Renzi: mai più stipendi superiori a dieci volte il più basso), un altro alla chiusura delle aziende partecipate (pubblico privato) di Bersani. Secondo me, cosette. Spot elettorali. Robetta che luccica ma nulla di veramente sostanziale.
In questo casino, dove Di Pietro vacilla, e Grillo sbraita e si elegge a Vox Populi, temo molto il ritorno dei “morti viventi”.

giovedì 8 novembre 2012

Ragionamenti semplici sull'economia.

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“Se non ci fosse il debito, nel nostro sistema monetario, non ci sarebbe moneta.”
(direttore FED, 1941)

Un giorno, nel paese del sogno americano, nel 1933, la FED decide, dopo la grande depressione del 1929, di agire. Raccoglie tutto l’oro in circolazione di tutti i depositi.
Da questo momento la moneta che prima aveva la scritta “convertibile in oro” (discendenza dell’antico baratto, per cui a ogni moneta corrispondeva una determinata quantità di oro preso come “bene “ di base) diventa “moneta corso legale”.  Cioè non rappresenta da questo momento più l’oro, un capitale che ne giustifica il valore. La moneta da allora è un valore.
Questa decisione viene legalizzata a livello internazionale nel 1971, durante gli accordi di Breton Woods dove si decide che “la moneta non è più convertibile in oro”.
In base a cosa viene stampata la moneta, allora?

In base a un sistema di debito e di prestito. 

Leggete Modern Money Mechanics (abbreviato qui in MMM) (www.rayservers.com/images/ModernMoneyMechanics.pdf) della Federal Reserve. Bibbia e legge del sistema bancario attuale. 
Meccanica della moneta moderna, rappresenta la procedura attuale per la stampa di moneta.

Faccimo un esempio di casa nostra. Il governo Italiano (ad esempio), non potendo stampare direttamente moneta, stampa dei titoli (chiamati “titoli del debito pubblico”, e va alla Banca d’Italia (prima dell’euro ci pensava da sola ora solo e per conto della BCE), che acquista (attraverso un’asta con investitori) questi debiti.
All'acquisto stampa delle BANCONOTE di un valore economico pari ai titoli di debito pubblico acquistati.  Quindi: Vengono create nuove banconote a fronte dell’acquisto da parte di privati (che solo Bankitalia gestisce) dei TITOLI di DEBITO del Governo Italiano. La banca d’Italia “presta” al governo il denaro usando, come garanzia, solo l’affermazione che verrà restituito. Creato dal nulla, non ha un controvalore fisico (oro, gioielli o altro bene di valore) se non i TITOLI di STATO (uguali a delle “cambiali”).
Se i titoli valevano un miliardo, adesso ci sono un miliardo in più di banconote (virtuali) in circolazione (disponibilità del Governo Italiano in questo caso).
Ma il “governo” è il rapprentante, il portavoce. Il debito ricade sullo stato. Lo stato siamo noi.
Il debito si chiama “debito pubblico”.

Al 31 dicembre 2011, il nostro “debito Pubblico”, era di 1.897.179 MILIONI di EURO.

1.879.179.000.000 €

Ma non siamo solo noi messi così. Il sistema è mondiale, quindi nel 2013 il debito pubblico italiano sarà pari a 1.988 miliardi di euro. Quello tedesco sarà di 2.082 miliardi, quello francese di 1.946 miliardi e quello inglese di 1.532 miliardi di sterline, che al cambio attuale significano circa 1.900 miliardi di euro.
Gli USA, trucchi contabili a parte, si attestano a 14.200 miliardi di dollari. Pari a circa 11.138 miliardi di Euro.

(Dati borsa italiana .it  e  dati sito dipartimento del tesoro

Quindi la questione potrei riassumerla in:
primo: E’ il sistema che fa schifo. Chi l’ha pensato e realizzato lo ha fatto per massimizzare il profitto di pochi a scapito di tutti (stati, regioni, comuni, privati, famiglie, enti… chiunque).
E tutti all’inizio ci hanno marciato. Questo sistema permetteva anche agli stati di far lievitare le proprie spese senza ritegno alcuno.
Secondo: l’America l’ha inventato e imposto?  Vero. Ma tutti, TUTTI lo hanno accettato e ora sono con i piedini dentro. E dai numeri visti li prima tutti siamo nella stessa barca.
E’ vero bisognerebbe guardare anche il rapporto Debito/Pil e altri fattori. Ma qui non sto facendo un trattato di economia. La voglio vedere semplice. E i dati riportati sono quelli ufficiali. Questa è la situazione. 

Ma chi è il proprietario di questi debito?
Cioè: chi, domani, potrebbe teoricamente voler la restituzione questi soldi?
Da noi la Banca d’Italia. Si.

Nota: Il 94,6% Banca d’Italia (il 5,4 pubblico restante è in mano a INPS e INAIL) è in mano a PRIVATI.
Non al Governo, alla amministrazione pubblica, ma a Società per Azioni, in mano a privati, proprietari di altre banche, assicurazioni e fondazioni, che fanno giustamente i loro interessi.

La Banca d’Italia agisce conto degli “investitori” che, all’asta, hanno COMPRATO i titoli di debito pubblico (il debito).
Nel nostro mondo globalizzato oggi molti “debiti” sono comprati dalla Cina (da operatori banche, finanziarie, assicurazioni), attualmente molto forte a livello economico.
E ricordate: per un operatore finanziario controllare il debito di una nazione significa controllare “la vita” di quella nazione. Per questo si fanno guerre. E per questo banche di altissimo livello commerciano in armi. (ma è un altro capitolo).

Gli investitori comprano i debiti avendo come “garanzia” solo “la fiducia” che questo verrà restituito. Ho un brivido nella schiena ad accostare la parola fiducia in un mondo come questo permeato di regole da “teatro di avanspettacolo”. Ma in realtà, paradossalmente, se manca, crolla tutto questo castello.

E questi operatori, investitori? Chi cazzo sono?
Sono altri governi, altre banche di altri stati, multinazionali, assicurazioni, fondazioni, operatori economici.

Ma adesso viene il bello. Ritorniamo all’esempio Italiano.
Questo miliardo, concesso, viene depositato dal governo in una banca commerciale.
Questo deposito diventa, con un “Enter” di un PC, parte della “riserva” di quella banca.
E qui il meccanismo si fa perverso: il documento di cui sopra (MMM) dice che solo il 10% di un ammontare è considerato come “riserva OBBLIGATORIA” della banca che riceve questo ammontare.
Il restante 90% (900 milioni nel nostro esempio) diventa riserva “in eccesso”.
Questa banca a questo punto, emette la disponibilità di prestare (attraverso mutui, finanziamenti, crediti)  soldi per una disponibilità di 900 milioni. Ma non facendo affidamento ai 900 incassati, ma creando una disponibilità “virtuale” per altri 900 milioni, che hanno come corrispettivo la promessa (contratti) stabili dai mutui con i clienti. E via così per ogni deposito. Contratti che possono essere scambiati, venduti, assicurati perché sono un debito e, quindi, un valore economico.

In altre parole per ogni deposito creato dal sistema bancario, una somma di denaro 9 volte più grande può e viene (se tutto va bene, in questo sistema) creata dal sistema bancario.
Creata se c’è la fiducia. Creata se le banche concedono prestiti e gira moneta nell’economia vera, reale.
Credo che ci vorrebbe anche qualche regola, come un limite all’accumulo di capitali o una tassa sui movimenti bancari transazioni e pagamenti virtuali, (la Tobin tax dello 0,5%?). Probabilmente, nonostante il sistema (che trovo ingiusto e un po’ criminale), sarebbe forse meno pericoloso e un po’ più equo.

Ma… ooops. Nessuna regola. Nessun limite.

A questo punto si potrebbe parlare dell’inflazione, quella che ha fatto perdere in 8 anni all’euro il 50 % del suo valore d’acquisto. Ma lo faremo un’altra volta.
Oggi parlo di altro.

Questo sistema crea una rete economica globale. Con uno sforzo d’immaginazione si può (con una certa difficoltà) arrivare a capire che un governo locale (anche di una Regione) da una parte del globo si trovi ad avere garanzie di spesa grazie alla disponibilità di una banca sita dall’altra parte del globo.

Questo sistema d’altra parte, applicato a livello globale, in tutti i settori economici può produrre guadagni esorbitanti (attraverso una sorta di “compravendita dei debiti”).
Applicato esclusivamente a questo scopo può essere (e lo è attualmente) un sistema di arricchimento fortissimo per una piccola oligarchia mondiale.  

E così succede in America. La stessa che inventa le regole innesca alla crisi di oggi.

I gruppi bancari a cui mi riferisco sono, oltre alla Lehman Brothers (il cui fallimento dà il via alla catastrofe,  che stiamo vivendo oggi, ma che peggio vivono la Grecia e la Spagna): State Street, Bank of America, Merrill Lynch, Jp Morgan, Bank of America, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Citigroup, Wells Fargo più altre quattro banche non americane con una forte presenza negli USA: le svizzere Ubs e Credit Suisse, l'inglese Barclays e la tedesca Deutsche Bank.

L’inizio della fine. Com’è si è accesa la miccia di questa crisi.  
È accertato che in questo sistema (attuale) la concessione del credito (che permette al cittadino medio di comprarsi una casa o di rifornire il negozio…) ha la capacità di costruire una economia moderna, mentre la mancanza di credito distrugge una economia di uno stato in un attimo.
E lo sarebbe molto di più se non fosse “drogato” da interessi (insolvibili) e costi accessori. Ma, in Italia ad esempio, il sistema bancario ha un “controllo” Statale e amministrativo molto “limitato”. E' svolto dalla Banca d'Italia. Su mandato del governo, che ogni hanno richiede una relazione.
Oggi i governi (e ho scritto “governi” e non “stati”, non a caso) sono nelle mani delle banche e di questo sistema economico. 

Torniamo negli USA. Siamo prima del 2008.
Gli operatori economici di Wall Street (quelli sopra) cominciano a raccogliere i pagamenti per i mutui delle case. E a rivendere (cartolarizzare) parte di quei pacchetti a degli investitori (industriali, multinazionali) che reinvestono e che fanno una valanga di quattrini. (parlo di premi ai manager da milioni di euro).

Così gli investitori a questo punto dissero, “ok. Il sistema rende. Dateci altri pacchetti”.

Gli istituti di credito (banche) che, fino ad ora, avevano concesso prestiti (mutui) con buon credito (con regole, affidabili e controllati) cambiano registro. Vista la richiesta ed il guadagno possibile, cercano di guadagnare MOLTO di più abbassando i criteri di aggiudicazione. 
Se prima serviva un valore creditizio di 620 (analisi di solvibilità del richiedente il mutuo) e una caparra del 20% si arriva a un valore creditizio di 500 e nessuna caparra. 
L’acquirente, la persona comune, che si rivolge a degli esperti pensando che sappiano quello che fanno, pensa, “se la banca vuole prestarmi dei soldi, vuol dire che posso permettermeli”.
Così succede che questa gente insegue il “sogno americano” (che mi pare il sogno di tutti….) e moltissimi accendono mutui e si comprano una casa.

Le banche sanno bene che le garanzie che “poggiano sulle uova” sono rischiose, così per contenere i possibili danni alcune banche stipulano polizze assicurative. Così che, se i mutui fossero falliti, le assicurazioni avrebbero pagato.
Le banche che hanno assicurato le potenziali perdite, hanno eliminato i rischi dai libri contabili.
Così hanno investito ancora e fatto altri soldi.

Molte società si sono assicurate da questi rischi mentre molte altre no. Stupidamente e avidamente, si sono prese tutti i rischi. (questi diventeranno i “Titoli spazzatura o tossici” perchè insolvibili)
Una di queste è l’EIG Ltd mostruosa compagnia di assicurazioni maltese con contratti in tutto il mondo.  Una di quelle “troppo grandi per poter fallire”.
Perché lo hanno fatto? Ovviamente per i soldi. Come dicevo, onorari da centinaia di milioni.

EIG non assicura e cartolarizza (ceduti da una entità ad un’altra per vantaggi economici) solo mutui.
In America 81 milioni di polizze di assicurazioni sulla vita per un valore nominale di 1900 miliardi di dollari in pensioni sono solo un parziale esempio di ciò che è l’EIG.
I leasing per l’acquisto degli aerei di linea delle più grandi compagnie aeree sono dell’EIG. Cantieri (case, strade, porti, zone industriali) sono coperte da EIG. In tutto il mondo.

L’EIG si basa su stime interne pensando che il mercato immobiliare sarebbe cresciuto.
E invece è sceso!

I prezzi delle case sono scesi.
Il poveraccio che aveva comprato la casa dei suoi sogni ha visto il tasso del suo mutuo esplodere, l’importo delle rate crescere. Il default.
I mutui cartolarizzati affondano e l’EIG liquida le SWAP (prodotti "derivati" di compravendita del debito).
Tutte. In tutto il mondo. Nello stesso momento.
Ma anche così EIG non riesce a questo punto a pagare i propri debiti (ossia non ha la moneta liquida, i capitali in cassa per pagare gli investitori che rivogliono i soldi). E va in rosso.  
Ogni banca assicurata con lei, lo stesso giorno conta le stesse ingenti perdite.
E tac, anche le banche vanno in rosso (ossia non hanno più liquidità per restituire i soldi agli investitori che li rivogliono indietro).

A questo punto la prima banca a cadere sotto i colpi di questa frana è la Lehman Brother (2008).

E non pensate che stia parlando di fantascienza.
Il Comune di Padova attraverso l’APS perde 200 milioni di EURO in titoli di debito acquistati attraverso il consorzio “Patti Chiari” (composto da Cassa di risparmio del Veneto e Intesa San Paolo) da questo crak. E la causa intentata dagli investitori per recuperare almeno parte di questi soldi è ancora in corso.
(http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=12809#.UJvLT78Vd_k)
Parlo di Comune di Padova. APS, una municipalizzata locale.
Non parlo di una Regione (Lombardia, Campania….) o di una provincia.
Immaginate come il crak di una banca finanziaria possa coinvolgere il mondo?

Allora il Governo Americano cosa fa?
Per salvare il proprio sistema economico inietta denaro liquido alle banche cioè compra titoli (azioni) delle banche di cui sopra, diventa socio temporaneo, senza nazionalizzarle, senza diritto di voto di questi istituti, portando un gruzzoletto per ogni banca e spendendo in tutto 125 miliardi di dollari.
L’intento è quello di restituire liquidità alle banche,  affinché loro lo prestino (aprano il credito) e scongelare l’economia reale che in questo modo potrebbe ricominciare a ripartire.
Ma le banche, che hanno causato questo danno, non solo non accettano alcuna restrizione o controllo sull’utilizzo, ricevono i soldi e in barba alla fiducia, chiudono i cordoni della borsa.  
In un’ottica privatistica le banche pensano solo a salvarsi il culo. E la fiducia (inevitabilmente, senza fatti positivi) crolla. Gli investitori svendono, la borsa crolla.

EIG il 19 settembre 2011 è in liquidazione coatta amministrativa (fallimento commerciale).
Così crolla tutto. Tutto il sistema finanziario.
Perché non c’è nessuna regola?
Perché non è stata messa? Perché in questo sistema tutti gli attori stavano facendo una valanga di soldi. E nessuno le voleva. Etica zero. Solo pancia.
 
La gente comune si trova con governi pieni di debiti, che sono in mano a privati, che possono in ogni momento richiederne la solvibilità.
L’immissione di denaro pubblico (il Governo Berlusconi ha fatto la stessa manovra americana) automaticamente abbassa il valore della moneta circolante e si alza l’inflazione.
La fiducia viene ancora meno.
Meno soldi che girano con meno valore, niente credito. Comincia la picchiata. Amministrazioni e aziende che fino a ieri si sono indebitate, trascinano (non pagando i debiti verso fornitori) in una spirale in caduta chi, anche se abbastanza sano, non si vede pagato il proprio lavoro.

Ed eccoci ad oggi.
In piena crisi. Consumi in coma quasi irreversibile. Recessione economica. 
E tassazione. Per riavere capitali. 
Per rientrare nei parametri richiesti dal governo europeo siamo soffocati da una tassazione insostenibile. Spero che il significato di INSOSTENIBILE sia chiaro.
Non è possibile, per un medio imprenditore, reggere senza qualche “aggiustamento”.
Se non proprio di evasione fiscale, magari sottopagando lavoratori.
Come si può reggere pagando il 55 % delle proprie entrate di tasse? (dato del Corriere della sera, 12 luglio 2012) Sempre che non si faccia parte della piccola famiglia dei privilegiati che reggono le fila dei giochi di cui sopra.
Non una sola azione per eticizzare questo sistema.
Non una sola azione per cambiarlo e provare a migliorarlo.
Solo pezze su una camera d’aria ormai lisa e incapace di sostenere la bicicletta di una economia che rischia il tracollo.
Ieri Obama è stato rieletto. I mercati hanno risposto con – 2,6% (DJ).
Lui ha contro - ribattuto che l’obiettivo è salvare l’America (avevate dubbi?)
L’Europa dovrà arrangiarsi.
Oggi Draghi dice che la crescita dell’Europa è lenta. (AdnAkronos)
Qualcuno sostiene che la ripresa sarà nel 2013 (il premier Monti ne è convinto. su il sole24ore).
L’Unione Europea sostiene invece che non ci sarà ripresa fino al 2014. (oggi, La Repubblica).
E nessuno, NESSUNO che sostiene che forse, dico forse, bisognerebbe mettere mano al sistema, invece che mungere i cittadini.
Ma io non sono nessuno. E subisco, incazzato, la crisi come molti altri.

martedì 23 ottobre 2012

solo con tutti

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“… e io ci vado da solo.”

Dove? Dove solo i pazzi potrebbero andare.
Dove nessuno è mai stato prima.
Con follia lucida, non incoscienza.

Perché c’è chi la “pista” la segue.
E c’è chi la pista la crea.

C’è chi vive l’attimo.
E non permette alla mente di impedirgli di respirare, secondo per secondo la vita.
C’è chi riesce a essere insieme al mondo. Ora. E vivere il fantastico anche nelle tragedie.

Già. Non è da tutti. Sentire e vivere adesso.
Siamo troppo presi a pensare cosa succederà dopo.
Troppo presi a farci giudici. Pronti a dare colpe, per giustificare torti subiti. Da altri.
Troppo protesi a guardare fuori, senza mai misurarsi dentro.

Ma…
Se non si ascolta troppo la mente, nel suo involvere a spirale di pensieri.
Se si riesce a non pensare solo a quello che “devo” fare dopo.
Ma dare testa, cuore, corpo e anima anche quello che faccio ora.
E quindi a vivere il momento, forse, e dico “forse”, si riesce a percorrere vie nuove
Vie di consapevolezza.
A scoprire capacità celate da quella parte di se stessi che ci “porta via”, che produce ansie e malessere. Che ci fa vivere una vita solo di bisogni, senza desideri e sogni.

Come il basket (e, penso ora, anche altri sport) dove se il giocatore segue la sua mente ed i suoi pensieri (non segno da cinque minuti, quando mi cambia, dopo faccio questo…) non vive quel meraviglioso scorrere e dipanarsi di realtà
Secondo dopo secondo
Situazioni dopo situazione
Tutte diverse
Da vivere adesso con quello che so. Con quello che sono. Con quello che posso… riconoscendole e affrontandole nel momento in cui si mostrano.

E poi mi dicono che il gioco e le passioni, non sono educative e non sono cultura.

Come le vie. Le piste. Il trekking, le arrampicate.
Se stessi. La misura di se.
La propria forza, fisica e interiore.
I propri passi. La fatica.
La meraviglia del fantastico nel cogliere l’attimo e il contesto.
È non solo rimanere se stessi, ma far crescere il proprio se.
Dargli forza, presenza, umiltà, determinazione, passione. Vita.

Per me sei stato un maestro unico.
Grazie Walter.