sabato 24 agosto 2013

Quale futuro ci aspetta?

Grazie al web e alla sua funzione genetica, riesco ad attingere a informazioni sul mio (si, è anche mio) Stato. E quello che leggo mi rende attonito. Dove stiamo andando? Quale futuro ci aspetta?

Magari ci sono tante cose che non capisco (anche perché, di chi le gestisce, nessuno è realmente interessato a farle capire a tutti) di economia dei governi, gestione degli stati, scelte di politica internazionale. E vivo nell’illusione che alcune regole dovrebbero essere seguite. Quelle del rispetto, dell’attenzione ai più deboli, della libertà, della possibilità di tutti di avere opportunità di scegliere e della responsabilità di rispondere delle proprie scelte.
Ma vivo in un’illusione. Cultura, condivisione, libertà, rispetto, non violenza, dialogo sono relegate alla buona volontà di singole persone (meno male che esistono!!!). Ma tenute li, borderline, che non diano troppo fastidio. Nella lotta economica mondiale, le morti locali di chi non riesce ad affrontare un sogno spezzato, sono importanti solo a parole. A fatti, valgono come “danni collaterali” di una guerra giocata senza esclusione di colpi. Niente.

La realtà che ho davanti, si presta a tanti dubbi. E anche a tante tristi certezze. L’interesse, il denaro, il "controllo" e il potere sono le forze che regolano la vita del mondo. E anche del nostro paese. La coerenza è un vezzo. L’onestà un vestito vecchio. La trasparenza un’idea scellerata, idiota e pericolosa… Apparire è fondamentale. Essere, meno. Se “sai raccontarla”, meglio. E se sai fare "bene" i tuoi “business”, sei nell’olimpo.

Non vedo una azione (una vorrei, almeno e solo una) lungimirante. Una scelta fatta dei governi degli ultimi 20 anni in Italia (non parlo di prima, ero troppo idiota) che abbia una vera scintilla di innovazione e futuro. Sembano toppe, quando non sono mere porcherie. Non un atto verso un futuro più sostenibile (parola abusata e quasi svuotata del suo senso profondo), migliore, felice per gli abitanti di questa nazione (... si nel pianeta ci siamo anche noi).
E, a maggior ragione, nemmeno un atto verso il pianeta, che lentamente ed in un silenzio assordante, scivola in situazioni con le quali ci troveremo (e magari sorprendendoci) a fare i conti fra non molto tempo.

Situazione attuale del nostro paese.
- Ammortizzatori sociali: 80 miliardi (80.000.000.000 €) erogati dall’Inps dall’inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione;
- Cassa integrazione: totale di ore di Cassa Integrazione richieste, da gennaio a giugno, supera il mezzo miliardo (> di 500.000.000 di ore) ;
- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6.000 miliardi di Euro (6.000.000.000.000 €);
- Debito pubblico: a giugno 2013 nuovo record a 2.075,71 miliardi di euro (2.075.710.000.000 €) dai 2.074,7 miliardi di maggio; oltre il 130% del Pil. Secondo le previsioni salirà al 130,8% del Pil nel primo trimestre 2014, rispetto al 123,8% del primo trimestre 2012.
- Deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%;
- Disoccupazione: a giugno 2013 si attesta al 12,1%, dato peggiore dal 1977;
- Disoccupazione giovanile: il tasso nel segmento 15-24anni a giugno 2013 e' salito al 39,1%, in crescita di 0,8 punti percentuali su maggio e di 4,6 punti su base annua;
- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012;
- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro;
- Insolvenze bancarie: quelle in capo alle imprese italiane hanno sfiorato a maggio 2012 gli 84 miliardi di euro (precisamente 83,691 miliardi – 83.691.000.000.000 €).
- Manifattura: indice Pmi resta sotto i 50 punti, linea di demarcazione tra espansione e contrazione;
- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi;
- Pil: nel secondo trimestre il prodotto interno lordo dell'Italia ha subito una contrazione dello 0,2% dopo il -0,6% nei primi tre mesi dell'anno. Comparando il secondo trimestre del 2013 con gli stessi mesi dell'anno precedente il calo è -2,0% (fonte: Eurostat. S&P ha abbassato la sua previsione di crescita 2013 per l'Italia, a -1,9% rispetto al -1,4% previsto a marzo 2013 e al +0,5% stimato a dicembre 2011. Il Fmi ha tagliato le stime del pil Italia 2013 a -1,8%. Nel 2012 il Pil ha subito una contrazione di -2,4%;
- Potere d'acquisto delle famiglie: -2,4% su base annua, -94 miliardi dall’inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo;
- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse);
- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012;
- Produzione industriale : crollata -17,8% negli ultimi dieci anni, su base annua è in calo -2%;
- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall’inizio della crisi, 200.000.000.000 € circa;
- Sofferenze bancarie: a maggio 2013, secondo il rapporto Abi, le sofferenze lorde sono risultate pari ad oltre 135,7 miliardi di euro (135.700.000.000 €), 2,5 in più rispetto ad aprile 2013 (+22,4% annuo);

Questo con:
- una Mafia (che potremmo definire Mafia SPA) che nel 2012 ha fatturato 138.000.000.000 € esentasse. 
- un apparato Governativo che lo scorso anno è costato allo stato circa 170.000.000.000 € e avendo un GOVERNO (delle “larghe” intese) che ha aumentato le spese ed i privilegi (non ultimo una polizza sulla vita per i parlamentari che ci costa 1.000.000 € all’anno) in barba ad annunci e promesse elettorali, è facile la previsione che non cambiando il modello e i politici al timone, la storia non cambierà
e le spese militari…. Pensate agli F35? Si… come no. Magari fossero SOLO quelli.
Fino ad ora di tagli sostanziosi alle spese militari non sembrano essercene stati. Anzi, c’è stato un aumento.
Saranno acquistati con tali fondi soprattutto caccia europei Eurofighter. Se l'opinione pubblica si è concentrata sul preventivo di spesa per gli F-35 (12.000.000.000 €),  ora viene alla luce che il preventivo per gli Eurofighter italiani ha superato ogni record: 21.000.000.000 € di euro, 3 miliardi in più rispetto alla previsione.
Nel corso del 2013 soltanto per comprare gli Eurofighter il ministero Sviluppo Economico spenderà 1.182.000.000 €  , mentre quello della Difesa sborsa 500.000.000 € per gli F-35.
Il Ministero dello Sviluppo Economico “si accollerà" le fregate Fremm (5.600.000.000 € per le prime sei); i blindati da combattimento Freccia (1.500.000.000 €  per 249 veicoli); i jet d'addestramento Aermacchi M-346 (220.000.000 € per la prima trance); i gadger elettronici per il "Soldato futuro" (800.000.000 €); gli elicotteri NH-90 di Esercito e Marina (3.895.000.000 €) e gli Agusta AW-101 dell'Aeronautica (740.000.000 €).
L'Esercito spende soprattutto per gli elicotteri: i grandi Chinook presi negli Usa costano 974.000.000 € Poi ci sono 202.000.000 € milioni per acquistare 479 camionette Lince con protezione migliorata. La Marina sta completando la nuova flotta di sottomarini: i quattro modernissimi U-212 costeranno 1.885.000.000 €. Il documento rivela il prezzo finale della portaerei Cavour: 1.390.000.000 €. Le due ultime fregate Orizzonte consegnate invece verranno 1.500.000.000 €, con rate fino al 2020.
I costi, rateizzati, prevedono (decisioni già prese ed esecutive) che nel 2013, il Governo Italiano sborserà 5.500.000.000 € per spese militari.
Subirà invece tagli la preparazione dei militari che andranno all'estero in missione dall'Afghanistan al Libano. (Gianluca Di Feo, l'Espresso)

Ma tagliamo servizi sociali (politiche giovanili, integrazione, sport, servizi a disabili, servizi a persone in stato di disagio….dal 2008 a oggi – 86%), cultura, innovazione e ricerca, istruzione, verde e tutela ambientale, energie rinnovabili e turismo. Come rendere arido l’Humus che potrebbe far crescere (volutamente senza “ri-“) questa nazione in maniera davvero sostenibile.

A fronte di questo il “decreto del fare” e le altre lungimiranti, lucide e accurate scelte del governo, attualmente rapito completamente dal decidere se un condannato per un reato sia ammissibile a restare in un organo legislativo del governo (il Parlamento…), come la scelta sull’IMU, mentre i servizi aumentano il costo sui cittadini…. Cambierà qualcosa nella sostanza? Io credo di no.

A fronte di questa situazione ecco alcune “certezze” che ci aspettano:
In nostri governi, i precedenti, quello di Monti e l’attuale hanno accettato (fra gli altri) e approvato questi meccanismi:
Il MES Meccanismo Europeo di Stabilità, conosciuto anche come fondo “salva Stati“ (a cui l’Italia ha ADERITO – approvato dal parlamento nel 2012 –  e a cui contribuisce come terzo stato dell’area EURO) dice che la nostra tranche di contribuzione del capitale iniziale è di 125.395.000.000 €. Inizialmente dobbiamo versarne il 20% cioè 25.079 Milioni di Euro, in cinque anni, significa circa 5.000.000.000 € all’anno per cinque anni, senza ma e senza se.
Nel caso avessimo, un domani, bisogno di questi soldi ce li”presterebbero” a fronte di pesanti “condizionalità” (cessione della gestione di grandi asset del paese tipo autostrade, treni… ecc) e con tassi d’interesse. Più o meno come pagare una assicurazione per danni, che quando hai bisogno, invece di rifonderti i danni, ti PRESTA i soldi per pagarteli e poi li rivuole con gli interessi. (Tralascio per il momento dove si andranno a prendere questi soldi. Accenno solo che le pesanti condizioni imposte dalla “troica” NON sono state accettate SOLO dalla Germania, con 37000 ricorsi alla corte costituzionale tedesca e che la stessa troica ha previsto che l’organo di gestione possa aumentare il fondo secondo necessità senza opposizione alcuna dagli stati aderenti).
Il FISCAL COMPACT (approvato, subito dopo la modifica della COSTITUZIONE sul pareggio di bilancio) che obbliga i paesi della UE a raggiungere in 20 anni un rapporto debito/PIL del 60%. Ora, valutato che il nostro rapporto debito/PIL attuale supera il 130% (deficit) significa, tradotto per gli ignoranti come me,  che per i prossimi 20 anni dobbiamo coprire (eliminare, risparmiare il deficit) circa di un 3,5 % di questo rapporto, ogni anno . Per fare questo significa imporre circa 60.000.000.000 €  di euro di tasse e tagli all’anno per circa 20 anni.

Un problema non è indipendente dal sistema che l'ha creato.

I fatti (numeri) riportati sono desumibili da documenti ufficiali reperibili in rete. E da articoli di giornali accreditati.(Raccolta dati fatta su articoli di La Repubblica, Il Fatto quotidiano, La Stampa, L'Espresso, Sito M5S (per raccolta dati aggregati Camera dei Deputati messo on line dai deputati M5S sulla base di doccumenti ufficiali), documenti on line su siti governativi, flmati su Youtube)

4 commenti:

  1. Apprendo oggi da Repubblica (vedo prima pagina online) Non si trova copertura (14.000.000.000 €) per evitare l'aumento dell'IVA dall'attuale 21 al 22.... ma dai? ... che strano. Ps.. okkio all'IMU gente.

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  2. Una possibilita' di recupero potrebbe essere erogare quegli 80 miliardi di ammortizzatori, cui giustamente menzioni, facendo fare ai percipienti qualcosa di socialmente utile al paese, anziche' stare a casa (pulizie ambiente, separazione rifiuti, assistenze varie, altro...) senza che debbano essere assunti ad hoc ulteriori altre persone. Non so se sia utopico o semplicemente ragionevole... ;-)

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    1. Nome? Lascia detto chi sei, per favore.

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  3. Disponibile a qualsiasi commento. Ma lasciate nome e cognome. Se no, banno. Ciao

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